Variante 3113

Il suo nome è Kallark, Praetor della Guardia Imperiale Shi’ar, meglio noto come Gladiatore.

In questo momento si trova due chilometri sopra Washington DC. Sulla città sta precipitando ciò che resta degli oltre quattrocento caccia liquefatti dalla sua vista calorifica.

La proiezione telepatica di una bella donna dalla pelle completamente bianca appare al suo fianco.

-Abbiamo appena conquistato la regione nota come Cina, Gladiatore – fa rapporto Oracolo.

-Ottimo lavoro. Minacciare una nave imperiale con primitive armi nucleari...chissà cosa speravano di ottenere. Com’è la situazione delle altre colonne?

-Mentor ha scaricato l’ipervirus nei loro sistemi informatici, dovrebbero già essere completamente isolati. Astra, Plutonia e Smasher si stanno occupando del Giappone, mentre Impulso, Electron e Magique hanno distrutto le difese della Russia.

-Qual è la situazione di Genosha?

-Il bombardamento orbitale è ancora in corso, così come per la Gran Bretagna. Wakanda è già stata incenerita. Abbiamo qualche difficoltà a superare i campi di forza su Attilan e Latveria, ma secondo le prime stime avremo il controllo militare del pianeta prima della fine della sua rotazione. Posso inviarti qualche rinforzo, se necessario...

-Grazie, Oracolo, ma posso gestire da solo questi Stati Uniti. Gladiatore, chiudo.

Il super-udito lo avverte dell’improvviso rallentamento di una dozzina di caccia supersonici. Gladiatore concede un ultimo rapido sguardo alla Casa Bianca, riducendola in fumo con raggi di calore più incandescenti della superficie di una stella, e poi ricomincia la battaglia.

 

 

MARVELIT presenta

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Episodio 5 – Avremo sempre Saturno

Di Fabio Furlanetto

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Sopra i cieli della Virginia, il Blackbird sta volando alla massima velocità per raggiungere l’altro capo della nazione.

I suoi passeggeri sono i cinque attuali Exiles: Marrina, Jocasta-7, Spider-Girl, Dead Girl e Flashback. E’ quest’ultimo a chiedere alla robot:

-Sicura di poter pilotare quest’affare?

-I suoi sistemi sono perfettamente compatibili con i miei. Piuttosto, Marrina, spero tu abbia pensato a come agire una volta rintracciato Capitan Marvel.

-Credo che la nostra ultima missione possa darci una mano per salvare questo pianeta – risponde l’Imperatrice di Atlantide – Ricordate quando...

-Hey, il frigobar è vuoto! – protesta Dead Girl – Credevo che questo fosse il jet degli X-Men, possibile che questa sia l’unica linea temporale dove Wolverine non ci tiene una bella scorta di birra?

-Stiamo cercando di salvare il pianeta e tu pensi alla birra!? – protesta Spider-Girl.

-Non pretenderete che salvi il pianeta da sobria, vero?

-E’ già encomiabile che il signor Worthington ci abbia prestato questo velivolo – le ricorda Jocasta-7 – Per dare a noi una possibilità, gli X-Men hanno deciso di rinunciare al proprio principale mezzo di trasporto. Il minimo che tu possa fare è trattarlo con un po’ di rispetto!

-Faccio fatica a rispettare qualsiasi cosa mi lasci a bocca asciutta...

-Stavo dicendo – sospira Marrina – Ricordate quando Malefactor si è spacciato per Mentore, leader di Titano? Nella sua linea temporale era stato detronizzato, ma qui potrebbe essere ancora l’unica forza militare interstellare di rilievo del sistema solare. Sono convinta che Capitan Marvel ci possa aiutare a ricevere la sua assistenza.

-E tutte le persone con navi stellari che conosciamo sono state disintegrate nell’attacco a New York – comprende Flashback.

-Nella mia banca dati ho gli schemi di funzionamento di un motore iperspaziale Richards, ma non credo di poter... – inizia a spiegare Jocasta-7, fermandosi quando l’interno del jet cade nel buio più totale.

-D’accordo che il servizio faceva schifo, ma questo è ridicolo – commenta Dead Girl.

-Non si tratta solo delle luci, stiamo letteralmente volando alla cieca. Qualcosa sta oscurando tutto ciò che si trova all’esterno – risponde allarmata la robot.

-Abbiamo compagnia – avvisa Spider-Girl, quando il suo senso di ragno inizia a pizzicare.

 

Qualcosa strappa una delle pareti del velivolo, e la decompressione scaraventa Flashback e Marrina all’esterno. Spider-Girl e Jocasta-7 riescono ad aderire al pavimento per non fare la stessa fine, mentre Dead Girl riesce all’ultimo secondo ad aggrapparsi ad uno dei sedili.

Un alieno dalla pelle rosa si è agganciato allo scafo, masticandone il metallo come se si trattasse di una prelibatezza. Anche si è alto quanto un essere umano, la sua testa e soprattutto la sua bocca occupano gran parte dello spazio.

-Hm! A Glom piace materiale terrestre! Gustoso!

Come prima reazione, Spider-Girl tenta di chiudere la bocca all’alieno con la propria ragnatela...il che funziona per circa un secondo, prima che Glom inizi a masticarla.

-Okay, non è stata una buona idea – ammette la ragazza, mentre Glom strappa con un morso una cinquantina di chili di titanio per ingoiarli interi.

-Giusto per sapere, la principessa e il canadese possono volare? – chiede Dead Girl.

-Ci stavo giusto pensando – risponde Spider-Girl, lanciandosi fuori dal Blackbird.

Senza aggiungere altro, Jocasta-7 rilascia una scarica di energia dal palmo della mano destra direttamente nella grossa bocca di Glom...che la ingoia senza alcun problema.

-Tsk! Non si rovina il gusto metallico con l’elettrico! Tranquilla, Glom ti mangerà per dessert.

-Sì, certo – risponde la robot, sganciando un componente dal proprio addome e scagliandolo nella bocca dell’alieno...che la inghiotte. Subito dopo c’è un’esplosione di luce, e Glom apre la bocca...rilasciando una boccata di fumo, altrimenti del tutto illeso.

-D’accordo. Ho ufficialmente finito le idee.

Glom salta verso Jocasta-7, che si sposata abbastanza velocemente da non essere inghiottita; ma troppo lenta per evitare che Glom le strappi con un morso il braccio destro.

-Yum! Salato!

-Sapevo che mi serviva qualcosa da bere – si lamenta Dead Girl, saltando all’interno della bocca spalancata di Glom...che deglutisce.

-Dead Girl!!! – grida invano Jocasta-7, preparandosi a rilasciare un’altra scarica energetica addosso all’alieno. Glom cade però a terra prima che lei possa fare niente.

La mutante non-morta esce direttamente dalla testa dell’alieno, portando in mano il suo cervello gelatinoso, mentre il cadavere viene trascinato all’esterno dalla decompressione.

Nonostante le sue espressioni facciali siano limitate rispetto a quelle di un essere umano, Jocasta-7 è visibilmente shockata dalla brutalità dello scontro e dalla naturalezza con cui Dead Girl (ricoperta di succhi gastrici, sangue e cervella) le porge il suo braccio estratto dallo stomaco di Glom.

-Ora ho davvero bisogno di bere qualcosa.

 

Mentre Marrina e Flashback precipitano inesorabilmente verso terra, Spider-Girl scende in picchiata verso di loro come se fosse semplicemente saltata da un trampolino molto, molto, molto alto.

-Andiamo, andiamo...ancora qualche metro e siete a portata di lanciaragnatele... – si da coraggio, mentre il mondo diventa improvvisamente e totalmente buio.

-Davvero voi terrestri sperate di sopravvivere ad uno scontro con la Guardia Imperiale? – la schernisce una voce femminile – Ora sei cieca quanto la tua intera razza, cortesia del potere di Nightside!

-Mi spiace, non ho tempo per giocare – risponde Spider-Girl, puntando i lanciaragnatele basandosi sul senso di ragno ed intrappolando l’aliena che, distratta per qualche secondo, lascia cadere il proprio campo di oscurità.

Spider-Girl l’aggancia con un’altra ragnatela, avvicinandola e tessendole addosso un paracadute per non doversene più preoccupare. Poi guarda verso il basso, rendendosi conto che Marrina e Flashback toccheranno terra entro pochi secondi...e che lei e l’aliena non stanno più cadendo.

Afferra Nightside per il collo del mantello e, avvicinandola a sé, le chiede:

-Perché non stiamo più cadendo!?

-Tutti i membri della Guardia possono volare, grazie ai nostri bracciali di volo – si vanta Nightside, che sta cercando con tutte le proprie forze di liberarsi dalla prigione di ragnatela.

-Wow, non credevo parlassi davvero – si meraviglia la stessa Spider-Girl, cercando di strappare dal polso dell’aliena il bracciale...ma senza alcun successo.

-Andiamo...ho soltanto...pochi secondi per...

Una mano maschile l’aiuta, sganciando senza alcun problema il bracciale alieno. Spider-Girl si volta ad osservare Capitan Marvel, che sorride:

-Gli Shi’ar hanno da sempre la tendenza a parlare troppo. I tuoi amici sono già a terra: che ne dici di un passaggio?

 

Pochi minuti dopo, gli Exiles osservano il Blackbird schiantarsi sugli Appalachi da una distanza di sicurezza.

-Beh, questa sì che è andata bene – mormora Flashback.

-Sapevo che la mia Coscienza Cosmica non sbagliava, nel suggerirmi di tenervi d’occhio – nota Capitan Marvel – Ho ragione nel credere che siete collegati in qualche modo a questa invasione?

Senza che nessun altro dei presenti possa sentirla, Carol Danvers...a cui Mar-Vell è legato a livello molecolare...interviene dicendo:

-Marv, lasciali perdere e distruggi le navi in orbita!

-Sai che neanche io ne sarei capace, non da solo almeno – risponde Capitan Marvel, rendendosi poi conto dello sguardo confuso degli Exiles – Volevo dire, neanche la mia Coscienza Cosmica ha potuto scoprirlo.

-Sappiamo solo che dobbiamo salvare il mondo, ed io penso di sapere come fare: devi portarci su Titano e convincerli a mettere a nostra disposizione la loro flotta – interviene Marrina.

Lo sguardo di Capitan Marvel si fa improvvisamente torvo, e fissando negli occhi l’atlantidea le risponde:

-Se questo è uno scherzo, non sono noto per il mio senso dell’umorismo. L’intera popolazione di Titano è stata massacrata da Thanos il folle, subito prima della sua seconda morte.

-Terza, Marv.

-No, sono sicuro che fosse la seconda.

-Capitano...se non sbaglio, il tuo sesto senso è in grado di metterti in comunicazione con l’universo stesso. E’ chiaro che, se ti ha condotto da noi, dev’essere stato per un motivo – prosegue Marrina – Ora che quasi tutti gli eroi del pianeta sono stati uccisi, non credo che la Terra abbia molte speranze di sopravvivere. Ma forse in una vecchia base di Thanos esiste ancora un’arma che possiamo sfruttare a nostro vantaggio, oppure...

-Santuario!!! – realizza Carol Danvers.

-Hai ragione! Potrebbe essere la nostra unica speranza – concorda Capitan Marvel.

-Da quel che ricordo, la sua nave madre...Santuario II...aveva una potenza di fuoco sufficiente a fermare intere armate, giusto? Anche se l’hai scagliata su Saturno anni fa, non escluderei che sia ancora utilizzabile. Immagino che tu saresti in grado di...ehm, Marv? Dì qualcosa.

Capitan Marvel sta ascoltando Carol Danvers...ma è l’unico, tra i presenti. Gli altri, che non possono sentire la sua voce, stanno aspettando che l’eroe alieno dica qualcosa.

-Hm. Sì, credo di sapere cosa fare: è necessario andare su Saturno e recuperare la nave ammiraglia di Thanos. Aveva una potenza di fuoco sufficiente a fermare intere armate, e non escluderei che sia ancora utilizzabile.

-Un ottimo piano! Non mi meraviglia che Namor stesso ammirasse le tue doti di stratega – si complimenta Marrina; se non la conoscessero, gli altri Exiles penserebbero che persino lei subisca il fascino di Mar-Vell.

-Ecco, è sempre quello visibile a prendersi tutto il merito.

-C’è un solo problema: in assenza di una nave spaziale, posso portare con me soltanto uno di voi.

-Io sono l’unica del gruppo a poter sopravvivere nello spazio esterno – si offre volontaria Jocasta-7 – E l’unica a conoscere il linguaggio macchina dei titani.

-Non mi piace, ma non credo di avere altra scelta – annuisce Marrina.

-Per sicurezza, però tieni questo per me - conclude Jocasta-7 estraendo dalla fronte quella che sembra una moneta dorata, e lasciandola in mano a Marrina.

-Cos’è?

-Il mio backup – risponde la robot, prima di stringersi tra le braccia di Capitan Marvel.

Entrambi spariscono oltre la stratosfera in pochi secondi.

Gli altri Exiles restano a guardare, lo sguardo fisso al cielo, per qualche istante. Poi Spider-Girl si irrigidisce, voltandosi di scatto:

-Uhm, gente? Credo abbiamo un problema.

-Nah, se la caveranno benissimo – alza le spalle Dead Girl.

-Beati loro – si lamenta Spider-Girl.

Gli altri Exiles si voltano, per osservare un alieno dalla pelle viola ed un lungo mantello rosso.

-Sapevo che mi sarei dovuto occupare da solo di questa nazione. Cos’è questo “Santuario II” di cui stavate parlando? – chiede Gladiatore, gli occhi rilucenti di luce rossa e pronti ad incenerire gli Exiles.

 

Orbita terrestre

Nave ammiraglia della flotta di invasione Shi’ar

Attorno alla postazione di comando della Majestrix Deathbird, nessuno parla. Sugli schermi olografici scorrono le informazioni dell’attacco alla Terra, i rapporti della Guardia Imperiale, il sempre crescente numero di vittime umane, e la posizione di tutti i super-esseri conosciuti.

Senza che nessuno dei presenti possa vederli, ci sono anche due esseri umani. Uno di loro indossa un’armatura leggera ed una maschera che gli copre metà volto; il volto dell’altro è completamente coperto, ed indossa la Cappa di Levitazione che in altre realtà appartiene al Dottor Strange.

-Verrebbe da pensare che una razza così antica e potente possa sviluppare delle contromisure mistiche per un semplice incantesimo di dissimulazione, ma immagino che gli Shi’ar siano ampiamente sopravvalutati – riflette Malefactor.

-Infatti le tue misere conoscenza magiche non sarebbero sufficienti, semidio – risponde l’altro – Ma grazie al genio di Victor Von Doom, Signore delle Arti Mistiche, possiamo agire totalmente indisturbati.

-Non riesco a capire, “Mago Supremo”, cosa siamo venuti a fare. Da quello che mi hai mostrato, l’Alleanza è già abbastanza potente per avere alcun interesse a...

-Hm, hai senza ombra di dubbio ereditato solo l’impazienza dell’Incantatrice, e non il suo senso dell’inganno. E’ ormai fin troppo chiaro che qualcuno sta manovrando questi “Exiles”, e che li sta sfruttando per disturbare i piani dell’Alleanza. Lascia che ti mostri...

Con un semplice gesto, il mago rende chiaramente visibile all’alleato il vero aspetto della Majestrix...l’aspetto alieno, viscido e rivoltante di un membro della Covata.

-Non posso dire di essere completamente sorpreso – ammette Malefactor – Ma mi spieghi cosa c’entra con l’Alleanza?

-In questa realtà, la donna di nome Carol Danvers non è mai diventata Binary, e non ha mai salvato gli X-Men dall’assimilazione da parte della Covata. Quando questi alieni hanno invaso il mondo madre Shi’ar, hanno preso il controllo di Deathbird...e riconoscendo il pericolo rappresentato dai terrestri, hanno lanciato un attacco in massa. I cosiddetti “eroi” sono stati sterminati...ma tra due settimane, il Victor Von Doom di questa linea temporale inventerà un trasmettitore telepatico che metterà sotto il suo diretto controllo l’intera società della Covata. E’ quel Destino che l’Alleanza voleva reclutare...ma se gli Exiles interferiranno e salveranno il mondo, quel Destino non ci sarà più di alcun aiuto.

-Ah! E distruggendo gli Exiles, ripristineremo la linea temporale che ci interessa! Mi piace come idea! – risponde entusiasta Malefactor, lanciando un incantesimo verso una delle postazioni di controllo.

-Majestrix! I nostri sensori esterni hanno appena rilevato la presenza di due terrestri che lasciano il pianeta...

-Stupido irresponsabile, possibile che tu sia veramente la progenie di un Destino? – si lamenta il mago supremo, lanciando un contro incantesimo.

-Hm...chiedo perdono, Majestrix, dev’essere stato un malfunzionamento dei sensori.

-Capisco, tenente A’ves – risponde la sovrana assoluta – Capitano Corax, uccida quell’incompetente e prenda il suo posto.

Malefactor osserva perplesso l’alieno giustiziato, per poi voltarsi verso il doppio temporale del proprio padre.

-Ed ora, osserva come agisce un vero Destino.

 

A 1.400.000.000 km dalla Terra

Capitan Marvel e Jocasta-7 escono dall’iperspazio in orbita attorno a Saturno, a diecimila chilometri di altezza. Se fossero alla stessa distanza dalla Terra, potrebbero vedere l’intero pianeta...ma ora riescono solo a vedere gli anelli che svaniscono dietro all’orizzonte, ed un’immensa distesa di burrascose nubi di composti di ammoniaca.

-E’...meraviglioso e terrificante al tempo stesso – commenta Jocasta-7, comunicando via radio con Capitan Marvel.

-Questo tuffo metterà davvero alla prova le mie Nega-Bande...non credo di poterti portare con me. Piloterai la nave al mio ritorno.

-Sono stata costruita con materiali di ottima qualità, sai.

-Jocasta, anche se il campo protettivo della Santuario II fosse ancora attivo, è precipitata sull’oceano di idrogeno metallico che si trova al di sopra del nucleo...se ti perdessi, saresti esposta a venti di 1500 chilometri orari, una pressione di 1000 bar, ed una temperatura di...

-Guarda che neanche tu potresti sopravvivere, Marv, persino con le Nega-Bande. E poi se i campi protettivi sono ancora attivi, come pensi di poter tornare indietro!? – gli fa notare Carol Danvers.

-C’è qualche problema, capitano? Sembri esitare...

-Stavo ascoltando la mia Coscienza Cosmica, Jocasta. Potrebbe essere impossibile entrare nella nave senza abbassare i campi protettivi, e non posso disattivarli mentre è ancora sul fondo o la sola forza di gravità la ridurrà in macerie.

-Ho un’idea. Le tue Nega-Bande possono manipolare l’energia elettromagnetica, giusto? Potrebbero anche stabilire un collegamento tra i miei processori ed i computer della Santuario II?

-Suppongo di sì... vale la pena di fare un tentativo.

Capitan Marvel stringe tra le mani la testa di Jocasta-7, ritrasmettendo i suoi segnali verso la superficie ed amplificandoli migliaia di volte. Nonostante sia necessario un certo sforzo, non è assolutamente nulla rispetto alla complicatissima serie di sistemi di sicurezza che la robot deve aggirare.

Poi, dopo quella che è sembrata un’eternità, qualcosa inizia a muoversi tra le nuvole di Saturno. Persino gli immensi cicloni del gigante gassoso devono farsi da parte, senza poter intaccare minimamente lo scintillante campo di forza della colossale nave da guerra.

-Credo di aver trovato qualcosa per ricambiare gli X-Men del prestito – si strofina le mani Jocasta-7.

 

Virginia, Terra

Gladiatore lascia cadere a terra l’immenso Leviatano, la forma mostruosa adottata da Marrina. Nonostante sia dotata di una forza bruta sufficiente a spaccare a metà una portaerei con un colpo di coda, nemmeno questa possente creatura marina ha potuto fare nulla contro il Praetor della Guardia Imperiale.

In mezzo alla polvere sollevata dal Leviatano, oltre cinquecento copie di Flashback caricano contro Gladiatore...a cui basta schioccare le dita: il boom sonico scaglia i Flashback a metri di distanza, allontanando abbastanza polvere perché Gladiatore faccia in tempo a vedere Spider-Girl arrivare.

La ragazza tenta di colpirlo, senza il benché minimo risultato. Per quanto rimbalzi e si muova oltre le capacità di un qualsiasi essere umano, Gladiatore è diverse dozzine di passi davanti a lei.

-Che c’è, capellone, hai paura di una ragazzina? Non preoccuparti, non ho portato uno specchio con me! Sono tutti come te sul tuo pianeta, o qualcuno ha una pettinatura anche peggiore?

A quest’ultima battuta, Gladiatore si ferma.

-Sono l’ultimo figlio del mio pianeta, giovane terrana. Non lo trovo divertente.

-Già, non è una delle mie battute migliori...oh, lo sai cos’altro è poco divertente? Invadere i pianeti. Roba da ventesimo secolo, non ti pare?

Improvvisamente, Dead Girl emerge dal terreno dirigendosi verso Gladiatore, cercando di colpirlo alle spalle...ma non prima che quest’ultimo si volti di scatto e, con un solo colpo di raggi ottico, recida la testa della mutante.

-Un consiglio, terrana: non tentare di distrarre con le chiacchiere qualcuno con il super-udito.

-Assassino!!! – protesta Spider-Girl, decidendo di colpirlo alla mascella con tutta la forza che ha...che sarebbe sufficiente a far esplodere la testa di un uomo normale.

All’ultimo istante però sceglie di dare retta al proprio senso di ragno, e per fortuna: se non avesse frenato il colpo si sarebbe rotta diverse ossa della mano, invece di ritrovarsi semplicemente con una mano estremamente dolorante.

-Niente di personale, terrana: cerca di capire, sto solo eseguendo degli ordini – dice Gladiatore, pronto a rilasciare una scarica di energia dagli occhi per incenerirla.

Invece scompare in uno scintillante turbinio di luci.

 

Gladiatore impiega quasi due secondi per capire dove si trova...a diecimila chilometri da dove era un secondo prima, anche se non ha riconosciuto il tipo di tecnologia di teletrasporto che hanno impiegato contro di lui.

Poi la sua super-vista vede qualcos’altro...una colossale nave ammiraglia a forma di H che fa fuoco su dodici navi alla volta, distruggendo con precisione chirurgica i sistemi di propulsione e gli armamenti.

E prima che Gladiatore possa muoversi per volare in soccorso della propria Majestrix, un altro raggio di energia si dirige verso di lui. Gladiatore non cerca nemmeno di evitarlo, dopotutto sa benissimo di essere totalmente indistruttibile.

Si rende conto di aver avuto una pessima idea quando, subito dopo, riconosce di essere stato vittima di un altro teletrasporto...e di fare molta, moltissima fatica nel continuare il proprio volo. E si volta.

Persino per i suoi occhi, il Sole è assolutamente accecante quando si trova a soli diecimila chilometri di distanza. In circostanze normali, Gladiatore sarebbe capace di volare agli oltre seicento chilometri al secondo necessari per sfuggire alla gravità della stella, e la temperatura sufficiente a sciogliere qualsiasi metallo sarebbe solo brezza per lui.

Ma i poteri di Gladiatore dipendono dalla sua fiducia in se stesso. Il fatto di essere stato ingannato in questo modo da dei semplici terrestri e di non essere riuscito ad impedire l’assalto alla Majestrix gli fa sospettare per un singolo, brevissimo istante, di aver perso questo scontro.

In quell’istante, la sua totale invulnerabilità scema ad una incredibile resistenza. Gladiatore non fa nemmeno in tempo ad accorgersi di essere appena stato vaporizzato, così come il Sole non si è minimamente accorto della sua presenza.

 

Santuario II

Orbita terrestre

Capitan Marvel osserva la ritirata delle forze d’invasione Shi’ar, mentre Jocasta-7 attiva il teletrasporto per recuperare gli Exiles...e comunica le buone notizie direttamente al NORAD.

Invece del proprio riflesso sul vetro di osservazione, Mar-Vell vede il volto del Tenente Colonnello Carol Danvers...di cui solo lui può udire la voce.

-Pensi che tenteranno un’altra invasione, Marv?

-Gli Shi’ar possono essere molto insistenti, ma un attacco così brutale non è nella loro natura. Comunque, se c’è una cosa che ho imparato sulla mia pelle vivendo per anni sulla Terra, è che raramente questo pianeta riesce a restare isolato dal resto dell’universo.

-Speriamo almeno di avere abbastanza tempo per comprendere la tecnologia di questa nave e costruirne delle altre; chissà perché ma non credo che la prossima volta sarà così semplice respingere l’attacco.

-Trovo ancora difficile credere che abbiamo appena salvato l’umanità grazie ad una macchina da guerra costruita da Thanos.

-Già, a proposito, ricordo che “qualcuno” non era d’accordo con la tua idea di seppellire Santuario II su Saturno.

-Curioso, a me sembra invece di ricordare il suggerimento di “qualcuna”. Distruggere la nave, mi pare?

-Volete piantarla, per piacere? – li interrompe Jocasta-7, dall’altra parte del ponte di comando...cioè ad una buona dozzina di metri di distanza – E’ già abbastanza complicato riprogrammare questo sistema di comunicazioni per sostituire quello terrestre, non costringetemi a spegnere i sensori uditivi.

-Non capisco di cosa stai parlando, Jocasta – tenta di cambiare discorso Capitan Marvel.

-Capitano, lei ha molte qualità, ma le assicuro che è un pessimo bugiardo. In questa linea temporale potrà essere un segreto il fatto che lei sia legato a livello molecolare con un terrestre, ma da dove vengo io è di dominio pubblico. Anche se ho saputo che non si tratta di Rick Jones, il suo comportamento è piuttosto chiaro.

-Mi hai già rovinato la carriera, Marv. Se mi rovini anche l’identità segreta, inizierai ad avere nostalgia di Thanos... – minaccia Carol.

Non c’è tempo per altri convenevoli, però, perché gli altri Exiles si materializzano sulla nave. Ed il Tallus sul braccio di Marrina sta iniziando ad emettere in modo sempre più insistente un suono particolarmente fastidioso.

-Non si preoccupi, il suo segreto è al sicuro con me: me ne sto giusto andando – risponde allegra Jocasta-7.

-Dovresti ripensarci, mia cara – interviene una voce metallica alle sue spalle.

Un uomo in armatura da Dottor Destino ma con il mantello ed i guanti del Dottor Strange immerge una mano nella fronte di Jocasta-7, per estrarne qualcosa. Il robot fa un passo indietro, per poi crollare a terra a peso morto.

-Avresti dovuto seguire i consigli del dottore, Jocasta – si vanta il mago supremo, rigirando tra le dita il sistema di memoria centrale che ha appena scollegato.

In tutta risposta, Capitan Marvel lancia una doppia scarica energetica nella sua direzione, che rimbalza su uno scudo mistico. Un semplice cenno della mano, e due tantacoli di energia scarlatta avvolgono le braccia dell’eroe e lo costringono a sbattere tra di loro le Nega-Bande.

C’è un gran lampo di luce, e Mar-Vell lascia il posto ad una donna bionda in uniforme dell’Air Force: la forza di Carol Danvers non è sufficiente a sbattere di nuovo le bande per riportare in questa dimensione l’eroe kree.

Gli Exiles, pur shockati dall’attacco a Jocasta-7 e sorpresi dall’apparizione della donna, si muovono per partire all’attacco...ma sono rinchiusi insieme a lei all’interno di uno scudo mistico, che nessuno dei loro poteri riesce a penetrare.

-Lascia cadere questo scudo ed affrontaci, Von Doom! – grida Marrina, prendendo a pugni lo scudo mistico mentre il suono del Tallus si fa rapidissimo: manca davvero poco al salto temporale, e Jocasta è troppo lontana.

-Un altro giorno, forse, se sarete degni della mia attenzione. Ero solo interessato alla memoria di questo robot, e nulla più – chiarisce il mago supremo, svanendo in una nuvola di fumo...ma lo scudo mistico resta.

-Bene, bene, bene – interviene una voce molto simile a quella di Destino – Situazione interessante, no? Speravo avessimo più tempo per conoscerci, invece sembra dovremo già salutarci.

-Malefactor!? Che ci fai qui? – lo riconosce Flashback.

-Saldo un vecchio conto – risponde il figlio di Destino e dell’Incantatrice – Ho visto che avete il backup di questo lavoretto artigianale che chiamate robot...vediamo a che vi serve, senza l’unità centrale.

Detto questo, Malefactor rilascia una scarica di energia verso Jocasta-7 e riducendone in rottami la testa.

Mentre il Tallus si attiva, trasportando con sé gli Exiles e Carol Danvers, Marrina si avvicina allo scudo mistico per parlare faccia a faccia con Malefactor:

-Se non riusciremo a riportarla in vita, giuro sull’Impero di Atlantide e su Poseidone che strapperò la tua testa con le mie mani e la esporrò nella mia sala del trono...

Con la sala comandi e l’intera nave ormai deserta, Malefactor si volta verso la Terra e sorride.

-Spero che l’Alleanza sappia cosa sta facendo, per lasciare certi bei giocattoli a marcire – osserva, prima di lasciare questa linea temporale.

 

CONTINUA !

 

Nel prossimo numero: la Seconda Guerra Mondiale

 

Note

Nel caso abbiate dei dubbi, tutti i dati astronomici di questa storia sono corretti (anche se arrotondati in certi casi).

E’ probabile che conosciate la Guardia Imperiale Shi’ar, comunque per approfondire potete sempre visitare il Marvel Appendix